Mobilità “green”: una realtà sempre più concreta

Gli effetti della pandemia causata dal Covid-19 sull’economia globale non hanno precedenti e le conseguenze per l’industria automobilistica sono significative.

La chiusura degli impianti di produzione in Cina ha avuto un forte impatto sull’attività produttiva in tutto il mondo e di conseguenza anche in Europa.

In tre studi recenti, che analizziamo qui di seguito, si sono messi a fuoco alcuni aspetti che possono sostenere un consolidamento e uno sviluppo del mercato automobilistico “green”.

L’analisi realizzata dalla Transport and Environment 1 dal titolo “Raggiungere il punto di flesso nella vendita delle auto elettriche in Europa”, ha esplicitato un focus sull’ormai prossimo pareggio di prezzo tra le vetture elettriche rispetto a quelle a combustione interna e ha identificato le infrastrutture da realizzare e le misure da implementare al fine di favorire la transizione verso una mobilità a zero emissioni.

Lo studio “Rapporto trimestrale sull’andamento del mercato europeo delle autovetture ad alimentazione alternativa” dell’Associazione Italiana Filiera Industria Automobilistica ANFIA 2 ha individuato il trend di crescita del mercato delle autovetture a propulsione alternativa a fronte del crollo delle vendita delle autovetture a combustione interna.

La MOTUS E 3, prima associazione in Italia costituita per accelerare il cambiamento verso la mobilità elettrica, nella ricerca “Le infrastrutture di ricarica pubbliche in Italia” ha evidenziato come le reti di ricarica siano essenziali per sostenere la transizione del mercato dall’automobile a benzina o a diesel a quella a propulsione elettrica.

Il tema della mobilità elettrica non è più un tema futuribile quanto una realtà che deve essere sostenuta da importanti provvedimenti.

A questo quadro composito, si accompagnano le richieste dell’Associazione dei Costruttori Automobilistici Europei (Association des Constructeurs Européens d’Automobiles – ACEA) che, in due distinte missive alla Commissione Europea, richiede alla stessa di indicare esplicitamente una data di termine per i veicoli inquinanti prevedendo una legislazione sempre più favorevole alla mobilità sostenibile, unitamente ad un programma di installazione di milioni di punti di ricarica sull’intero continente europeo.

Queste tematiche sono all’ordine del giorno anche nell’agenda dell’Anas S.p.A., tanto che l’Amministratore Delegato ha annunciato il via di un investimento da un miliardo di euro per digitalizzare le strade italiane, lanciando, inoltre, una newsletter interamente dedicata alla sostenibilità.

Con uno sguardo al futuro, l’abbassamento del costo per i consumatori grazie agli incentivi statali o regionali, il miglioramento delle prestazioni delle batterie di ricarica dei veicoli elettrici, i limiti imposti alle emissioni di CO2 in atmosfera dai governi, la possibilità di installare una rete ad idrogeno per mezzi pesanti, la diffusione della modalità di ricarica smart (vehicle-to-grid) e ad alta potenza con incentivi agli operatori che lo implementano, rappresentano i punti di sviluppo fondamentali per il passaggio alla motorizzazione elettrica da parte delle famiglie e delle flotte aziendali.

La strada è segnata, si attende soltanto di poterla percorrere.

 

A cura di Monica Pinata