I Comitati Tecnici Nazionali PIARC Comitato Ponti

Prosegue anche in questo numero la presentazione degli Organi di PIARC ITALIA.

 

Comitato Tecnico Nazionale Ponti 4.2

A livello internazionale, il tema della resilienza gioca un ruolo importante anche nel campo dei Ponti. L’attenzione è concentrata sulle questioni dell’adattamento alle conseguenze dei cambiamenti climatici e sul miglioramento della resilienza dei ponti in caso di eventi sismici.

Il Comitato tecnico 4.2 “Bridges” di PIARC Internazionale, presieduto da Kiyohiro Imai (Giappone), ingegnere civile, vicedirettore senior del dipartimento di pianificazione di un’importante azienda giapponese, lavorerà all’ulteriore sviluppo di procedure e metodi per le ispezioni dei ponti e all’implementazione di queste nuove tecnologie all’interno dei sistemi di gestione dei ponti. Saranno prese in considerazione anche le lezioni apprese dall’ingegneria forense dei crolli dei ponti. Inoltre, sarà considerato l’uso di materiali da costruzione innovativi per la riparazione dei ponti in fase di invecchiamento.

Il sistema infrastrutturale italiano, realizzato su un territorio ad alta complessità, vede la presenza di oltre 30 mila manufatti tra ponti, viadotti e gallerie, con un’età media superiore ai 40 anni. Inoltre, l’intera rete autostradale, a causa del deterioramento dei materiali, delle variazioni termiche, dei fenomeni meteorologici e dell’aumento dei carichi di traffico, si sta degradando a ritmi più accelerati di quelli previsti in fase di progettazione.

 

Prof. Michele Mele

 

 

 

 

 

 

 

In Italia, il Comitato tecnico 4.2 “Ponti”, presieduto dal Prof. Ing. Michele Mele, ha organizzato il proprio programma di lavoro per il quadriennio 2020-2023 con 3  gruppi di lavoro:

  • Programmi di monitoraggio
  • Stato dell’arte dei sistemi di monitoraggio
  • Rating di sicurezza

Più nello specifico, il programma di monitoraggio seguirà i seguenti obiettivi:

  1. La carta di identità costitutiva e comportamentale del ponte: le modalità di collasso, gli health indicators, la caratterizzazione dinamica, l’incertezza dei dati.
  2. Il monitoraggio geometrico
  3. Le ispezioni visive e i controlli dello stato di conservazione dei materiali e degli effetti di azioni aggressive
  4. Il monitoraggio dinamico
  5. Il monitoraggio statico
  6. Il monitoraggio dei carichi

Con riferimento allo stato dell’arte dei sistemi di monitoraggio, le attività saranno incentrate sul monitoraggio dinamico (scelta dei sensori, il tipo di eccitazione applicata, i software interpretativi, l’affidabilità) sull’interferometria radar, sulle fibre ottiche, il WIM, le caratteristiche di performance minime da soddisfare per il rilievo delle grandezze fisiche e, infine, i metodi di controllo delle condizioni e della capacità portante disponibile dei cavi di precompressione.

Le attività del Comitato si concentreranno, infine, sul rating di sicurezza sulla base dello stato dell’arte e delle proposte metodologiche.

 

a cura di Alessandro De Santis